E anche con venti avversi coraggiosamente navigherem
Oggi, come ogni sabato, mi sono alzato, mi sono fatto la mia solita coppa di latte ed ho dato una occhiata a Repubblica.it. Tutto come al solito se non fosse per questo fantastico articolo su Taranto.Taranto in bancarotta. Questo è il semplice risultato di anni di disinteresse verso la città, non solo da parte dell'amministrazione, ma anche dai cittadini.
Il solito spirito di campare attaccati alla mammella dell'amministrazione pubblica, ha portato da un lato al quantità stratosferica di dipendenti del comune, da un lato uno sperpero di denaro senza senso.
E' comunque da comprendere che, tralasciando i manager da 100K€ dell'amministrazione (già ben "elogiati" nell'articolo), molti vedono nell'assunzione al Comune l'unico modo per uscire dal destino dello stipendio a singhiozzo. Quindi sotto elezione, quale miglior modo per raccattare voti se non promettere (e qualche volta, a ragione o torto, mantenere) il fantomatico posto in Comune.
Personalmente ho sempre sperato che il Comune dichiarasse il fallimento, in modo da poter creare un nuovo punto di inizio, senza avere più il grosso peso dei debiti ereditati dalle gestioni finanziarie precedenti (non solo di destra).
Ora spero solo che il tarantino si svegli dal lungo letargo. Altrimenti, fra le altre cose, mi risulta difficile ritornarci!
comio

