CoMiO!

Il Blog di Comio. Tutti hanno un blog... quindi pure io :)

27 maggio, 2005

Forse esiste un mondo migliore

Strana la vita. Ultimamente mi convinco sempre più che i valori oramai sono saltati, e si vive solo per colmare i propri interessi.
Ieri ho però visto una scena che mi ha fatto pensare a quanto siamo meschini e legati alle nostre belle giacche. In via Roma (che percorro ogni giorno almeno 2 volte), v'è un vecchietto con il violino, che "suona" chiedendo qualche lira. Non è un grande suonatore, lo ammetto, e forse per un po' l'ho pure disprezzato.... ma ieri ha fatto qualcosa che mi ha turbato, in senso positivo.
Dopo aver racimolato qualche moneta (non fa grandi affari...), ha preso tutto ed è andato a lasciarlo ad un altro vecchietto, che probabilmente non vedeva cibo da un po'.
Probabilmente, anzi sicuramente, io non sarei capace di una tale azione.

comio

21 maggio, 2005

Mondo libero

Ultimamente accadono troppe cose a causa dei brevetti... Microsoft è riuscita persino a brevettare l'iconcina che ti esce al fianco di un contatto!
Ecco un link ed un altro.
Bisogna darsi una regolata, ed in ogni caso:



comio

06 maggio, 2005

Prima legge

Un giorno un robot si fermò un attimo a pensare sul perché della prima legge.
La prima legge recita:
Un robot non può recare danno ad un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno
Ma la razza umana non tutela se stessa. Per ottenere il potere, nonché per ottenere la stessa pace, vi sono sempre state vittime sia innocenti che meno.

Il robot penso, quindi: "Come posso tutelare la razza umana, se essa stessa non si autotutela? Ogni azione che farò per tutelare un individuo porterà inevitabilmente ad arrecare danno ad un altro individuo. Quando darò un contributo per la pace, necessariamente qualcuno muoverà guerra. Quando tenterò di favorire un individuo, necessariamente qualcuno ci perderà..."

Preso dall'angoscia, o comunque da uno stato assimilabile all'angoscia per il suo cervello positronico, il robot decise di spegnersi per sempre, dato che l'unico modo per dare senso alla prima legge era quello di non esistere affatto.

comio

05 maggio, 2005

Razza di Deficienti

[Racconto di Isaac Asimov del 1957]

Naron, dell'antichissima razza di Rigel, era il quarto della sua stirpe che teneva i registri galattici.
Aveva un libro grande, con l'elenco delle innumerevoli razze di tutte le galassie che avevano sviluppato una forma d'intelligenza, e quello, notevolmente piu' piccolo, nel quale erano registrate tutte le razze che, raggiungendo la maturita', venivano giudicate adatte a far parte della Federazione Galattica.
Nel registro grande erano stati cancellati molti nomi: erano quelli di popoli che, per una ragione o per l'altra, erano scomparsi. Sfortuna, difetti biochimici o biofisici, squilibri sociali avevano preteso il loro pedaggio. In compenso, nessuna annotazione era mai stata cancellata dal libro piccolo. Naron, grande e incredibilmente vecchio, guardo' il messaggiero che si stava avvicinando.
"Naron!" disse il messaggero. "Immenso e Unico!"
"Va bene, va bene, cosa c'e'? Lascia perdere il cerimoniale."
"Un altro insieme di organismi ha raggiunto la maturita'."
"Benone! Benone! Vengono su svelti, adesso. Non passa un anno senza che ne salti fuori uno nuovo. Chi sono?"
Il messaggero diede il numero di codice della galassia e le coordinate del pianeta al suo interno.
"Uhm, si'" disse Naron, "conosco quel mondo."
E con la sua fluente scrittura prese nota sul primo libro, poi trasferi' il nome sul secondo, servendosi, come di consueto, del nome con cui quel pianeta era conosciuto dalla maggior parte dei suoi abitanti.
Scrisse: <>.
"Queste nuove creature" disse poi, "detengono un bel primato. Nessun altro organismo e' passato dalla semplice intelligenza alla maturita' in un tempo tanto breve. Spero che non ci siano errori."
"Nessun errore, signore" disse il messaggero.
"Hanno scoperto l'energia termonucleare, no?"
"Certamente, signore."
"Benissimo, questo e' il criterio di scelta."
Naron ridacchio' soddisfatto.
"E molto presto le loro navi entreranno in contatto con la Federazione."
"Per ora, Immenso e Unico" disse con una certa riluttanza il messaggero, "gli osservatori riferiscono che non hanno ancora tentato le vie dello spazio."
Naron era stupefatto. "Proprio per niente? Non hanno nemmeno una stazione spaziale?"
"Non ancora, signore."
"Ma se hanno scoperto l'energia atomica, dove eseguono le loro prove, le esplosioni sperimentali?"
"Sul loro pianeta, signore."
Naron si drizzo' in tutti i suoi sei metri di altezza e tuono':
"Sul loro pianeta?"
"Si', signore."
Lentamente Naron prese la penna e traccio' una linea sull'ultima aggiunta del libro piccolo. Era un atto senza precedenti, ma Naron era molto, molto saggio e poteva vedere l'inevitabile meglio di chiunque nelle galassie.
"Razza di deficienti!" borbotto'.

02 maggio, 2005

La primavera


Saranno le letture di Asimov... ma ultimamente ho degli strani istinti... :D

Frase del giorno

Si inizia a morire nell'istante stesso in cui si nasce.

Pessimismo e fastidio...