Prima legge
Un giorno un robot si fermò un attimo a pensare sul perché della prima legge.
La prima legge recita:
Il robot penso, quindi: "Come posso tutelare la razza umana, se essa stessa non si autotutela? Ogni azione che farò per tutelare un individuo porterà inevitabilmente ad arrecare danno ad un altro individuo. Quando darò un contributo per la pace, necessariamente qualcuno muoverà guerra. Quando tenterò di favorire un individuo, necessariamente qualcuno ci perderà..."
Preso dall'angoscia, o comunque da uno stato assimilabile all'angoscia per il suo cervello positronico, il robot decise di spegnersi per sempre, dato che l'unico modo per dare senso alla prima legge era quello di non esistere affatto.
comio
La prima legge recita:
Un robot non può recare danno ad un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva dannoMa la razza umana non tutela se stessa. Per ottenere il potere, nonché per ottenere la stessa pace, vi sono sempre state vittime sia innocenti che meno.
Il robot penso, quindi: "Come posso tutelare la razza umana, se essa stessa non si autotutela? Ogni azione che farò per tutelare un individuo porterà inevitabilmente ad arrecare danno ad un altro individuo. Quando darò un contributo per la pace, necessariamente qualcuno muoverà guerra. Quando tenterò di favorire un individuo, necessariamente qualcuno ci perderà..."
Preso dall'angoscia, o comunque da uno stato assimilabile all'angoscia per il suo cervello positronico, il robot decise di spegnersi per sempre, dato che l'unico modo per dare senso alla prima legge era quello di non esistere affatto.
comio


Nel 5/11/2005 02:55:00 PM,
Turin dice…
Bello questo racconto, da dove lo hai tratto?
Nel 5/11/2005 06:01:00 PM,
comio dice…
Di mio pugno! :)
Posta un commento
<< Home